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News
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27 MagAgevolazioni fiscali per impreseNews

Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo: con il DL Rilancio vale di più al Sud.

27 Maggio 2020

Numerose sono le misure e i provvedimenti emanati dal governo con il  Decreto Rilancio, pubblicato in gazzetta il 19/05/2020. Oltre le nuove misure, introdotte per supportare le Imprese e incentivare l’economia, restano attivi il Bonus Formazione 4.o e il Credito d’imposta Beni strumentali già previsti dalla Legge di Bilancio 2020, ma vengono potenziati in alcuni casi.

Con il DL Rilancio si incrementa la percentuale del Credito d’imposta dedicato alle attività di Ricerca e Sviluppo per le imprese del Mezzogiorno.

Che cos’è il Credito d’Imposta per Ricerca e Sviluppo?

Il Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design è un’agevolazione fiscale del MiSE rivolta a imprese e società di qualsiasi forma giuridica che investono in attività di Ricerca e Sviluppo e nell’acquisto di Beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

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Nella legge di Bilancio 2020 il Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design prevedeva un Credito d’imposta pari al 12% delle spese agevolabili per attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico, rivolto indistintamente a piccole, medie e grandi imprese. 

In cosa consiste il beneficio previsto dal DL Rilancio?

Con il DL Rilancio (Art. 244) il Credito d’Imposta vale di più per le aziende del Sud Italia. Sono state incrementate, in base alle dimensioni delle imprese, le percentuali (fino al 45% per le piccole imprese) per il calcolo del credito sugli investimenti nelle attività di ricerca e sviluppo afferenti strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno.

Ecco come funziona l’incremento del Credito d’imposta:

  • Imprese di grandi dimensioni (che occupano almeno 250 persone ed il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni): la percentuale per il calcolo del credito sale al 25%.
  • Imprese medie (che occupano almeno 50 persone e con fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro), la medesima percentuale è del 35%.
  • Piccole imprese il credito è pari al 45% degli investimenti agevolabili.

Chi sono i destinatari?

Imprese operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Inoltre, aumenta il limite annuo del Credito compensabile. Per il 2020 è fissato ad un milione di euro il limite per la compensazione, in F24, dei crediti tributari. (Art. 147).

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15 MagAgevolazioni fiscali per impreseNews

Decreto Rilancio: le principali opportunità per le Imprese.

15 Maggio 2020

Pronto il Decreto Rilancio, la misura messa a punto dal Governo per far ripartire l’Italia. 

Le misure presenti nel decreto vanno dalla Salute alle Politiche Sociali, ma ampio spazio è stato dedicato alle imprese, cuore pulsante del tessuto produttivo italiano.

L’obiettivo del nuovo Decreto del Governo Conte.

Il decreto si propone di “assicurare l’unitarietà, l’organicità, e la compiutezza delle misure volte alla tutela delle famiglie e dei lavoratori, alla salvaguardia e al sostegno delle imprese, degli artigiani e dei liberi professionisti, al consolidamento, snellimento e velocizzazione degli istituti di protezione e coesione sociale”. 

Decreto Rilancio, quali opportunità per le imprese?

Dopo il Decreto Cura Italia e Liquidità, le misure a sostegno di imprese e dell’economia sono diverse. Per approfondire le opportunità del Decreto e conoscere quelle più adatte alla tua attività chiedi una consulenza ai nostri esperti. Sapremo guidarti nella ricerca delle soluzioni in linea con le caratteristiche della tua impresa.

Il Decreto Rilancio in pillole:

  1.       Finanziamenti a fondo perduto per piccoli e professionisti
  2.       IRAP, IMU e IVA
  3.       Fisco Imprese e startup
  4.       Indennizzo Partite IVA e professionisti
  5.       Affitti e  bollette per le PMI
  6.       Proroga cassa integrazione
  7.       Aiuti alle imprese per evitare i licenziamenti
  8.       Tregua fiscale fino a settembre
  9.       Agevolazioni per le startup innovative e risorse per R&D

Imprese: ecco cosa prevede il Decreto Rilancio

Ecco più nel dettaglio le misure del Decreto Rilancio che rappresentano una opportunità per le Imprese. 

Contributo a fondo perduto.

Il contributo a fondo perduto è destinato a sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19” ed è riconosciuto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni di euro. Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi.

A quanto ammonta il contributo?

A seconda del calo registrato sarà determinato il contributo spettante all’attività economica. In particolare,

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

Focus startup.

Ampio spazio alle startup innovative: a cui sono destinate risorse aggiuntive pari a euro 100 milioni per il 2020 per il rifinanziamento delle agevolazioni concesse nella forma del finanziamento agevolato.

E ancora per il 2020, tre le misure:

  1. 10 milioni di euro per la concessione alle startup innovative di agevolazioni nella forma del contributi a fondo perduto finalizzate all’acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative.
  2. 200 milioni di euro per integrare il “Fondo di sostegno al venture capital”.
  3. È istituito, presso il Mise, il  fondo per l’intrattenimento digitale “First Playable Fund”, con dotazione iniziale di 4 milioni di euro nel 2020. Lo scopo è quello di sostenere lo sviluppo dell’industria dell’intrattenimento digitale a livello nazionale.
  4. Moratoria temporanea di 12 mesi per le linee di credito in essere tra startup e PMI innovative e banche.

Credito d’imposta affitti.

Il Decreto Rilancio prevede anche un credito d’imposta del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Possono accedere i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che abbiano subito nei mesi di marzo, aprile e maggio una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente. Il credito spetta ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente.

Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività di impresa.

Il Decreto Rilancio prevede anche la costituzione, presso il MISE, del “Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa”. La dotazione del Fondo è pari a 100 milioni di euro per il 2020.

Per essere sempre aggiornato sulle agevolazioni più adatte alla tua azienda, seguici sui nostri canali social.

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08 MagNews

Impresa SIcura: il bando di Invitalia che rimborsa mascherine e DPI.

8 Maggio 2020

Il bando Impresa SIcura di Invitalia, attivato a maggio, risponde a questa esigenza e punta a sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese italiane di qualsiasi dimensione.

Per molte aziende italiane è iniziata, il 4 maggio, la FASE 2. Una ripresa dei processi produttivi nel rispetto del distanziamento interpersonale e delle norme di sicurezza disposte dal governo nei diversi Dpcm e dalla task force guidata da Vittorio Colao. 

La riapertura durante la fase 2 prevede pulizia e sanificazione: sia per le aziende che per i negozi gli ambienti di lavoro devono essere sanificati e la pulizia deve essere effettuata almeno due volte al giorno. Misurazione della temperatura dei lavoratori con termo scanner. Disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani: i dispenser di gel disinfettante devono essere collocati accanto a tastiere, schermi touch e strumentazione condivisa. Mascherine e guanti; il  personale deve avere a disposizione DPI, specialmente nei casi in cui si lavora a stretto contatto con le persone. L’uso della mascherina è prescritto dal dpcm negli ambienti chiusi e in tutte le fasi lavorative in cui non è garantito il distanziamento interpersonale. 

Adeguarsi a tali norme richiede da parte delle aziende uno sforzo non solo organizzativo, ma anche economico. 

La dotazione giornaliera di un gran numero di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, calzari, copricapi, visiere per la protezione oculare è una esigenza immediata e indispensabile per far ripartire l’economia del paese in sicurezza.

In cosa consiste il bando Impresa SIcura.

Dopo il Decreto Liquidità, dal Cura Italia arrivano i primi aiuti alle Aziende. 

Sono stati stanziati 50 milioni di euro (secondo quanto disposto dall art. 43.1 del Decreto Legge Cura Italia del 17 marzo 2020) per supportare la ripresa delle attività produttive in sicurezza e nel rispetto delle norme per il contenimento del Covid- 19.

Il bando consente di ottenere un rimborso delle spese sostenute per l’acquisto dei dispositivi e strumenti per la protezione individuale al fine di contenere e contrastare l’emergenza epidemiologica COVID-19.

Chi può partecipare al bando Impresa SIcura?

Il bando si rivolge a tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano che, alla data di presentazione della domanda di rimborso, rispettano questi requisiti:

  1. Essere regolarmente costituite e iscritte come “attive” nel Registro delle imprese.
  2. Avere sede principale o secondaria sul territorio nazionale.
  3. Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.

Come si ottiene il rimborso?

Il bando Impresa SIcura prevede 3 fasi:

1. Prenotazione del rimborso.

Le imprese interessate possono inviare la prenotazione del rimborso dall’11 al 18 maggio 2020, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, attraverso lo sportello informatico dedicato:  https://prenotazione.dpi.invitalia.it/.

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2. Pubblicazione dell’elenco delle prenotazioni.

Invitalia pubblicherà l’elenco di tutte le imprese che hanno inoltrato la prenotazione, in ordine cronologico, specificando le prenotazioni ammesse a presentare domanda di rimborso e le prenotazioni risultate non ammissibili.

3. Presentazione della domanda di rimborso.

Le imprese ammesse, potranno compilare la domanda di rimborso dalle ore 10.00 del 26 maggio 2020 alle ore 17.00 dell’11 giugno 2020 attraverso la procedura informatica che sarà attivata sul sito web dell’Agenzia. SCARICA IL FACSIMILE DEL MODULO DI DOMANDA.

Cosa rimborsa il bando Impresa SIcura?

Le aziende che avranno accesso al bando potranno richiedere  il rimborso delle spese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale, sostenute tra il 17 marzo 2020 e la data di invio della domanda di rimborso. 

Nello specifico è ammesso il rimborso di:

  • mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;
  • guanti in lattice, in vinile e in nitrile;
  • dispositivi per protezione oculare;
  • indumenti di protezione quali tute e/o camici;
  • calzari e/o sovrascarpe;
  • cuffie e/o copricapi;
  • dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;
  • detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici.

L’importo massimo rimborsabile è di 500 euro per ciascun addetto dell’impresa richiedente e fino a 150mila euro per impresa.

I rimborsi verranno effettuati entro il mese di giugno.

Per ulteriori chiarimenti puoi consultare la sezione delle FAQ sul sito INVITALIA.

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04 MagNews

Quale sarà lo scenario post-Covid per le aziende italiane?

4 Maggio 2020

L’emergenza sanitaria del Coronavirus, Covid-19, sta disegnando nuovi scenari e delineando nuovi percorsi per le imprese italiane. L’innovazione tecnologica, gli strumenti digitali e l’adozione di tecnologia capaci di valorizzare le opportunità della X-Reality si impongono come una necessità in quello che sarà lo scenario post-covid per le aziende italiane. In gioco non c’è più solo la competitività aziendale, ma la sopravvivenza della aziende stesse. Distanziamento sociale e misure di sicurezza saranno le priorità con cui imparare a convivere. 

Confindustria e la seconda indagine su imprese e Coronavirus

Ma qual è, oggi, il sentiment delle imprese?A questa domanda prova a rispondere la seconda Indagine sugli effetti del Covid-19 per le imprese italiane, promossa da Confindustria.

L’obiettivo del questionario sottoposto alle aziende è quello di indagare gli effetti della pandemia da Covid-19 sulle attività delle imprese italiane e dare voce ai protagonisti del tessuto economico.

Il ritratto che emerge dall’analisi delle risposte delle 4.420 imprese coinvolte non è certo positivo. Ecco i risultati dell’Indagine sugli effetti del Covid-19 per le imprese italiane in pillole. Per scaricare il report completo clicca qui.

  • Aumenta, rispetto all’analisi del mese precedente, la percentuale di imprese con percezione negativa degli impatti (97,2% vs 67,2%).
  • Aumenta la quota di imprese che ha subito danni molto gravi (43,7% vs 14,4%).
  • Il 36,5% del campione, dopo l’emanazione dei DPCM del 22 e del 25 marzo, ha dovuto chiudere l’attività, il 33,8% l’ha chiusa parzialmente.
  • Il 26,4% dei dipendenti è in smart working, il 43,0% inattivo. Il 53,1% dei lavoratori, inoltre, potrebbe dover ricorrere ad ammortizzatori sociali.
  • Rispetto a marzo 2019, il fatturato cala del 32,6% e le ore lavorate del 32,5% delle ore lavorate. Nelle imprese con meno di 10 dipendenti i dati toccano rispettivamente il 39,7% e il 37,3%.
  • Per l’84,5% del campione i problemi sono legati al rallentamento della domanda nel mercato domestico e nel mercato internazionale.
  • Il 59,3% segnala problematiche relative alla gestione delle attività.
  • Il 78,2% degli imprenditori dichiara di sentirsi disarmato e di non poter che attendere il ritorno alla normalità.

Ecco come le aziende possono prepararsi al ritorno alle attività.

In questo scenario così complesso si delineano le direttive per affrontare la fase del post-covid e molte Imprese hanno scelto di cogliere l’opportunità del momento, valutando piani di finanziamento e investimento basati sulle misure del D.L. Cura Italia.

La riconversione aziendale, il ripensamento di spazi e procedure, la digitalizzazione dei processi e l’introduzione di modelli innovativi di business con tecnologie per l’industria 4.0 sono alcune delle azioni che possono traghettare le aziende oltre la crisi e offrire una vera opportunità di crescite e miglioramento negli scenari post-covid.

Un incentivo importante, dunque, per proseguire le attività e cogliere l’occasione di innovare la propria azienda.

Tuttavia non sempre è facile orientarsi in una tale prospettiva. Ecco perché una consulenza mirata può aiutare le imprese ad accedere agli incentivi presentati dal decreto Cura Italia e Liquidità e a organizzare un piano di investimenti basato su una reale valutazione dei bisogni e dei costi. Abbiamo attivato un numero verde per offrire ai nostri clienti, e non solo, una prima consulenza gratuita per valutare le opportunità migliori del momento e rispondere in mode efficace alla crisi post-covid. ACCEDI ALLA CONSULENZA GRATUITA. ]Non tutte le aziende hanno potuto ridisegnare in corsa i propri modelli produttivi, dovranno, tuttavia, una volta passata la fase di emergenza, fare i conti con nuovi strumenti, nuovi percorsi e nuovi piani. Nulla, infatti, sarà più come prima per il tessuto produttivo italiano. Non si tratta di uno slogan semplice, ma di quei segni tangibili lasciati dal lockdown e dalle misure imposte dalla diffusione del virus.

Oltre la fase 2: gli scenari post-covid.

Si è a lungo discusso della “fase 2”, ma per ridisegnare i propri piani imprenditoriali è fondamentale guardare oltre. Le prime, timide aperture del 27 aprile, seguite da quelle del 4 maggio, hanno in parte proiettato le aziende verso gli scenari post-covid. Ma  L’obiettivo è quello di una nuova quotidianità, anche per le imprese. Produrre, progettare, vendere, come sempre, ma con strumenti diversi. Il periodo di convivenza con il Covid-19, con il quale dovremo presto fare i conti, deve spronare le aziende a ristrutturarsi per affrontare, con fiducia, il nuovo orizzonte che si aprirà con il passare della fase 2.

Dalla sanificazione allo smart working: cosa cambia nel post-covid.

La prima trasformazione importante riguarda, per aziende, studi e attività commerciale, le norme sulla sicurezza. Fondamentale sarà il ricorso alla sanificazione degli ambienti e delle attrezzature, tanto che anche per questa attività sono stati previsti incentivi ad hoc. 

Sarà necessario intervenire, solo per fare qualche esempio, su:

  • Orari di ingresso e uscita dei dipendenti.
  • La condivisione degli spazi comuni e degli ascensori, oltre che delle aree di carico e scarico ove presenti.
  • La  gestione degli spazi di lavoro e delle attrezzature condivise, come le stampanti.
  • L’adozione di dispositivi di protezione individuali conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.
  • I sistemi di ventilazione
  • L’opportunità di convocare riunioni, da sostituire preferibilmente con modalità telematiche.
  • La necessità di incrementare la sorveglianza sanitaria negli ambienti di lavoro.
  • La possibilità di adottare lo smart working come modalità lavorativa stabile (anche solo per alcuni giorni alla settimana).

Un contributo importante, però, per rispondere a queste nuove esigenze e ridurre e decentralizzare la condivisione di ambienti e strumentazioni, arriva dall’innovazione tecnologica. 

È il caso delle tecnologie basate sulla X-Reality, che consentono di ricostruire ambienti solo apparentemente condivisi. Le potenzialità di queste nuove tecnologie sono ormai evidenti e la strada per la nuova impresa, passa certamente da una loro valorizzazione non più soltanto in ambito 4.0. 

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16 AprNews

Ecco come i big data possono contrastare la diffusione del Coronavirus.

16 Aprile 2020

Che ruolo svolgono i big data?

Nell’attuale emergenza sanitaria, il contributo proveniente dall’analisi e dalla valorizzazione dei dati è fondamentale al punto di aver portato a una svolta epocale: Apple e Google che collaborano per un progetto sul contact tracing.

La sfida della tecnologia ai tempi del Coronavirus.

Big data e analisi dei dati rientrano tra le tecnologie abilitanti previste dal MISE come driver per l’innovazione delle imprese, anche di quelle piccole e medie. Oggi rappresentano una risposta efficace all’emergenza sanitaria, ma anche quando la tempesta sarà passata le competenze legate a questi ambiti saranno determinanti per le competitività aziendale. Quando si parla di “big data” ci si riferisce a quantità di dati molto importanti, nell’ordine dei miliardi: proprio in questa categoria ricadono, ad esempio, i dati sulla posizione che salviamo nelle nostre timeline o i codici univoci generati continuamente da ogni utente nel sistema di tracciamento previsto da Google ed Apple. Tuttavia le tecniche sviluppate per gestire queste grandi quantità di informazione possono essere utilissime anche su insieme più ridotti, ogni volta che loro numerosità ne impedisce o ne rende inefficiente il trattamento con altri metodi. Ecco come affianchiamo le PMI in questa sfida: analizziamo il processo di innovazione tecnologica individuiamo e gestiamo la richiesta di finanziamenti e ci occupiamo della pratica per gli incentivi fiscali previsti dal Piano Transizione 4.0 del MiSE: Bonus Formazione 4.0, Bonus Investimenti Sud, Credito d’imposta per beni strumentali.

Perché i dati sono importanti quando parliamo di Covid-19?

Fin dalle prime notizie legate alla diffusione del contagio è apparsa chiara la centralità dei dati nello scenario dell’emergenza Coronavirus. Da un lato molti hanno subito pensato che rendere pubblici e accessibili i dati relativi agli spostamenti e ai pazienti positivi avrebbe permesso di elaborare strategie, previsioni e analisi per contribuire a limitare i contagi, dall’altro questo approccio poneva una quantità di problemi relativi al rispetto della privacy, sia per i dati sensibili, ma più in generale, per l’identificazione degli utenti.

Dalla diagnosi ai trattamenti.

Come possono essere utilizzati, quindi, i big data? Nella situazione attuale i big data hanno trovato molteplici applicazioni dal campo campo biomedico a quello del monitoraggio e della sicurezza.

Ecco alcuni esempi di come i dati stanno contribuendo a combattere il coronavirus senza violare la privacy.

È possibile, ad esempio, rendere anonime le informazioni slegandole dall’identità dell’utente oppure aggregare i dati costruendo mappe basate solo sui loro effetti o ancora conservare i dati sul dispositivo dell’utente e condividerne solo una parte specifica per effettuare calcoli opportuni.

Se, a volte, questi dati sembrano senza senso a uno sguardo umano, essi assumono tutto un altro valore se analizzati con tecniche di machine learning e Intelligenza Artificiale in genere.
Con questo approccio, ad esempio, è stato possibile raccogliere i dati di migliaia di TAC e costruire a una rete neurale (denominata COVnet) in grado di effettuare rapidamente la diagnosi di COVID-19 basandosi solo sui dati della TAC con una precisione del 96%.

Fonte: https://pubs.rsna.org/doi/10.1148/radiol.2020200905

Anche nell’ambito terapeutico, l’unione di dati e tecnologia, sembra essere una risposta vincente!
Se il mondo è concentrato sulla ricerca e analisi di nuovi farmaci e vaccini destinati a contrastare e poi debellare il virus, un ruolo fondamentale è giocato dalla capacità di studiare la struttura tridimensionale delle proteine coinvolte a partire da informazioni genetiche o dalla similitudine dei modelli grafici associati: è questa la strada seguita da molti progetti di “unfolding” nella storia e da AlphaFold, modello di Google DeepMind attivo proprio in questo ambito.

I Big Data per tracciare gli spostamenti.

Ma il maggior contributo dei big data nella battaglia al contagio si è, senza dubbio, registrato nella fase di controllo e tracciamento degli spostamenti.

È stata questa una soluzione già utilizzata in molte nazioni, soprattutto asiatiche. Qui, per garantire il rispetto della quarantena da parte dei soggetti infetti e frenare i contagi è stato utilizzato un mix di software capaci di analizzare i dati provenienti dalle numerose telecamere diffuse nel Paese, addirittura abbinandole con sensoristica in grado di leggere in pochi secondi anche la temperatura corporea. 

I big data e l’intelligenza artificiale, invece, in Italia, sono strumenti utilizzati in chiave prevenzione e diagnosi. Molte le partnership che si sono venute a creare tra società e centri di ricerca e Università, proprio per elaborare soluzioni capaci di migliorare gli interventi di contrasto, di diagnostica e di trattamento.

Big data oltre l’ambito sanitario.

Sembra ormai chiara la necessità di investire in tecnologie relative a big data e intelligenza artificiale, ma non si deve pensare che il progresso in questo campo sia riservato esclusivamente all’ambito sanitario.

Il settore, infatti, già pioniere in ambito innovazione, ha senza dubbio fatto i conti con la necessità di spingere sull’accelerazione dello sviluppo tecnologico, ma tutti i comparti produttivi sono indirizzati lungo questo cammino.

La pandemia in corso, infatti, impone una riflessione attenta sulla necessità di organizzare le attività in una chiave diversa, avvalendosi di strumenti nuovi. Diventa, quindi, fondamentale, riprogrammare le attività e ripensare i modelli produttivi anche in funzione delle opportunità offerte dagli incentivi promossi a favore delle PMI pronte ad accogliere il cambiamento.

Le tecniche di Big Data e Intelligenza Artificiale possono essere utili, ad esempio, nel manifatturiero per effettuare controlli sulla qualità (come dimostrato nel progetto “Visore” del Gruppo Mare) oppure per effettuare manutenzione predittiva o, ancora, per prevedere picchi positivi o negativi nella domanda e inefficienze nella produzione. Molto spesso abbiamo già a disposizione, nelle nostre aziende, quantità e qualità di dati utilissimi che aspettano solo di essere identificati ed elaborati nel modo più utile per diventare una risorsa e un vantaggio competitivo.

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